Ariadne-Segnidisé, la mostra alla Fabbrica del Vapore (Milano) 2015

Fin dalla sua prima stesura, il progetto prevedeva un’esposizione delle opere in un luogo esterno al carcere. Questo momento era fondamentale in quanto, essendo un lavoro sulla comunicazione fra dentro e fuori, bisognava far uscire questi segni di noi anche fisicamente, non solo simbolicamente. Importante è stato perciò scegliere dove esporre: la Fabbrica del Vapore infatti era piena di significati interessanti. Innanzitutto si trattava di un luogo legato al lavoro, alla produzione, abbandonato e lasciato morire per poi essere trasformato in sede espositiva dove portare e produrre cultura. Poi, aveva particolare valore il fatto che fosse comunale, e quindi un luogo della città, dei cittadini, un “fuori” sociale oltre che fisico.
All’allestimento hanno partecipato anche alcuni dei ragazzi che avevano il permesso di uscire, e il loro lavoro unito al nostro è stato decisivo per la riuscita dell’evento. Le otto opere ottenute durante il percorso sono state allestite secondo un ordine preciso e un preciso filo conduttore. La mostra si apriva con i fili rossi che strutturavano Cuándo esta noche e si chiudeva con il gomitolo rosso dell’Arianna del video. Non si trattava infatti di otto opere, bensì di un’opera a otto, otto tappe di un ciclo creazione-distruzione-creazione destinato a ripetersi all’infinito. Filo conduttore il segno-scrittura che si è trasformato in filo vero e proprio (il serpente e il gomitolo). Otto infatti è il numero dell’infinito, è lo spezzarsi del cerchio statico che
interrompendosi e riformandosi fa scaturire la creazione, il movimento eterno della vita.

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Le opere:

  • Cuándo esta noche tramonta el sol
    Carta tessuta, filo acrilico, 160×230 cm.

Un foglio riempito di scritte è stato strappato e ri-tessuto con altri pezzi di carta nera, diventando una superficie densa di misteriosi giochi cromatici, eppure leggera e vitale.

  • Parole Dissolte
    Pennarello su stoffa tinta a mano, cucita su tarlatana; 23 pezzi, dimensioni variabili.

Frasi improvvisate scritte sulla stoffa sono state prima intinte nel colore, poi tagliate e mescolate a quelle di tutti. Dal caos sono state poi scelte per essere ricomposte sotto forma di piccole poesie affidate alla grezza trasparenza della tarlatana.

  • Graffi su un lago
    Tecnica mista su tela, 110×140 cm.

Basandosi sui segni lasciati dalle dita o dalle unghie sul colore liquido, è stato creato questo sognante dipinto, trasformando tracce di gesti istintuali in raggi di luce.

  • Tramare
    Acrilico su tela, 155×140 cm.

Un ulteriore esperimento con il colore liquido, ispirato alle tag dei writers, è diventato quasi un pizzo urbano, un po’ rabbioso un po’ malinconico.

  • My Space
    Tecnica mista su tela, 25 pz, 33×33 cm cad.

Una grande tela, risultato caotico dell’intervento di tutti,è stata tagliata in pezzi uguali: ciascuno ha, in quel frammento di caos, ricreato il suo ordine, lasciandosi ispirare da ciò che aveva davanti.

  • Maraña
    Acrilico su tela, 200 x 140 cm.

Uno spontaneo intrecciarsi di lettere in vari colori e varie lingue.

  • Bobina
    Acrilico su tela cucita su stoffa imbottita e ricamata, rete metallica; 1000×15 cm.

Una tela dipinta con dripping casuale è diventata una pelle, un animale disprezzato dai più è diventato una sorta di mascotte: per noi Bobina è conduttrice di energia, portatrice di simbologie positive legate alla salute e alla cura, e di messaggi che sono stati scritti in carcere e nascosti in essa.

  • Ariadne
    Video, 3:05 minuti.

Un lavoro ispirato al mito del labirinto: un “dentro” che contiene un eroe con la sua battaglia, un “fuori” in attesa,e un filo a collegarli e a permettere la ri-uscita. Girato per metà in carcere e per metà in spazi aperti, il video ha una particolarissima colonna sonora, realizzata mixando esclusivamente le voci dei ragazzi e il suono di un piano registrati all’interno del carcere.

per vedere il video e le foto della realizzazione dei lavori:https://camillakeibibaron.com/2015/07/09/ariadne-segnidise-opere-condivise-dal-carcere-di-bollate/

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